Barring servizi a pagamento H3G, ora è possibile

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A chi non è mai capitato di trovare addebiti indesiderati sul proprio credito residuo o sulla bolletta telefonica in caso di abbonamento? Nel corso degli anni, gli operatori di telefonia mobile hanno un po’ marciato su questi servizi a pagamento non richiesti. Sicuramente a distinguersi sono stati i servizi a pagamento H3G, ma fino al recente intervento dell’Antitrust italiana, con ingenti sanzioni per addebiti “non autorizzati” a tutti i gestori.

Servizi a pagamento H3G: quali sono i principali?

Tre Italia, come tanti altri gestori, offre una serie di sevizi prodotti da terze parti. E’ infatti possibile, usufruire di servizi digitali durante la navigazione in internet a fronte di un pagamento di tariffe “premium” che possono essere one shot, oppure in abbonamento periodico.

Spesso accade che l’utente, navigando online, clicchi per errore su un banner comparso all’improvviso, che determina l’attivazione immediata, senza il suo consenso, di un abbonamento periodico a pagamento o un addebito one shot per dei servizi non richiesti ne autorizzati. Il tutto ovviamente andando ad erodere credito residuo o addebiti in fattura.

Per la gestione tecnica dell’attivazione e il pagamento di servizi dovrebbe esserci invece l’esplicito consenso del cliente.

Come difendersi dagli addebiti non richiesti?

A seguito delle sanzioni dell’Antitrust, H3G ha messo a disposizione dei clienti un servizio gratuito di blocco, chiamato “barring” per bloccare servizi e contenuti a pagamento direttamente dal portale tre.it, oppure chiamando il 133 tramite operatore. L’area per la disattivazione dei servizi digitali è rimasta gratuita, mentre tutte le altre aree del portale tre.it rimangono a pagamento.

Qualche anno addietro su molti smartphone brandizzati tre, veniva impostata come homepage sul browser web il portale tre.it, con relativi addebiti ad ogni visita. Da oggi per fortuna, Antitrust ha imposto a H3G oltre alla possibilità del barring totale dei servizi, anche di non poter più impostare di default la pagine a pagamento del proprio portale sul browser dello smartphone acquistato dall’utente.

Spero che presto verrà regolarizzato tutto il mondo della tariffe mobili, visto che da qualche tempo tra rimodulazioni, addebiti non richiesti, costi nascosti, cambio periodo validità promozioni a 28 giorni, si sta davvero facendo il bello e cattivo tempo a discapito dei clienti. Servirebbe davvero una regola chiara a cui tutti dovrebbero attenersi.

Luca Petrocchi

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Luca Petrocchi

Una vita "spesa" a scartabellare blog su blog e a condividere qualsiasi informazione tecnologica. Poi un giorno ho comprato il mio primo smartphone Android e da quel momento la mia vita è cambiata!

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