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Diaframma in fotografia

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Fotografia Wiki è la rubrica di MasterGeek che vuole spiegare in maniera più approfondita il significato delle parole “magiche” che occorre conoscere per addentrarsi in modo più approfondito nel mondo della fotografia e delle fotocamere. Abbiamo pensato a questa rubrica, anche perchè sempre di più queste parole vengono accostate al mondo degli smartphone, per via della sempre più elevata qualità degli scatti di questi nuovi ritrovati tecnologici. Iniziamo dunque questa rubrica con due parole che sicuramente un amante e conoscitore del mondo della fotografia deve comprendere.

Diaframma

Prima di iniziare questo approfondimento sul diaframma è bene capire, che la conoscenza di ogni singolo tecnicismo nel mondo della fotografia permette di aprire nuovi orizzonti al proprio modo di catturare la luce e quindi dare vita a fotografie sempre più professionali e che rispecchiano quello che si voleva inizialmente. Per comprendere appieno l’importanza di questo meccanismo, bisogna tenere presente che le caratteristiche fondamentali di un obiettivo sono la lunghezza focale ed appunto il diaframma. La lunghezza focale per ora la metteremo da parte, per evitare di creare un sovraccarico di informazioni. Il diaframma invece, di cui parleremo in maniera più approfondita, è il meccanismo che regola la quantità di luce che attraversa l’obiettivo e che successivamente viene catturata dal sensore, in poche parole svolge le veci dell’iride umano.

Diaframma Fotografia

Come si può vedere dall’immagine qui sopra, il Diaframma si presenta come delle lamelle, che vengono aperte o chiuse a seconda della volontà di far entrare più o meno luce e di regolare la profondità di campo. Quindi finora abbiamo capito che questo è un meccanismo e che grazie alla sua regolazione possiamo aumentare o diminuire la quantità di luce che attraversa l’obiettivo e che successivamente colpisce il sensore. Cosa molto importante, che possiamo regolare con la modifica di questo meccanismo è la profondità di campo, ma questo discorso lo vedremo più avanti.

L’apertura massima del diaframma viene indicata con lettera “f” minuscola seguita da questo simbolo “/”, in  poche parole è la massima quantità di luce, che l’obiettivo riesce a far entrare nel sensore. C’è una scala standard che viene utilizzata per regolare il meccanismo:

f/1 –  f/1.4 –  f/2 – f/2.8 – f/4 – f/5.6 – f/8 – f/11 – f/16 – f/22 – f/32 – f/45 – f/64

possono anche esserci dei valori differenti da questi standard, ma riguardano determinati obiettivi e determinate marche di componenti. Per semplificare ancora di più la lettura di questi numeri possiamo semplificare i concetti collegati al diaframma in questo modo:

  • diaframma basso = foro ampio = più luce (a parità di tempo)
  • diaframma alto = foro piccolo = meno luce (a parità di tempo)

Profondità di campo

Oltre queste indicazioni è possibile capire come la regolazione del diaframma coincida con la profondità di campo. Questa rappresenta la zona in cui gli oggetti presenti in un’immagine risultano a fuoco, più la zona è ampia più gli oggetti a fuoco saranno molteplici, più è ristretta e meno oggetti a fuoco ci saranno.

Profondità di campo
Regolando il diaframma si può decidere di aumentare la zona di messa a fuoco (in questo esempio è la parte non scura)

Per cui attraverso la regolazione del diaframma possiamo decidere quanta luce far entrare nell’obiettivo e quale ampiezza deve avere la zona di messa a fuoco. In poche parole quando si vuole mettere in risalto un oggetto in un determinato contesto, ad esempio il volto di una persona in un ritratto, si utilizzano i numeri bassi (f/2.8 – f/1.4 ecc), mentre al contrario se si vogliono mettere a fuoco più oggetti contemporaneamente, ad esempio un panorama, si utilizzano numeri alti (f/8 – f/11 ecc). Ovviamente queste sono indicazioni molto generiche, poi sta nell’autore della fotografia capire cosa deve essere a fuoco e cosa no.

Diaframma basso - Foto di un fiore
In questo caso abbiamo usato un diaframma basso per mettere a fuoco il fiore in mezzo alla vegetazione

Diaframma alto - Panorama
In questo caso abbiamo usato un diaframma alto per mettere a fuoco quanto più panorama possibile

A questo punto ampliando quello che abbiamo scritto qualche paragrafo più in alto possiamo semplificare in questo modo il meccanismo del diaframma:

  • diaframma basso = foro ampio = più luce (a parità di tempo) = profondità di campo minore (meno elementi a fuoco)
  • diaframma alto = foro piccolo = meno luce (a parità di tempo) = profondità di campo maggiore (più elementi a fuoco)

Apertura diaframma ottimale

Secondo me e della totalità di colleghi che scrivono per MasterGeek non esiste l’apertura del diaframma ottimale, ma esiste un modo di interpretare la scena che ci si trova davanti e che si vuole immortalare. Certo ci sono alcuni casi in cui un minimo di “regola” deve essere utilizzata, ad esempio mi resta difficile pensare di fotografare un panorama con un diaframma f/2.8, però ripeto è tutto soggettivo, perchè in fin dei conti il valore aggiunto della fotografia è proprio il fatto di poter personalizzare la visione di una determinata scena.

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