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MasterGeek Gadget Migliore etichettatrice: guida alla scelta

Migliore etichettatrice: guida alla scelta

Strumento che non conosce età, l’etichettatrice è, senza dubbio, un dispositivo molto utile più che a livello domestico, in campo commerciale, così come in magazzini, uffici, grandi esposizioni, ecc. Permette, infatti, in maniera elettronica, la stampa etichette sia a caratteri sia a numeri, in alcuni casi anche con codici a barre.

Forse uno dei primi apparecchi elettronici apparso molti anni fa sul mercato per un utilizzo diffuso semplice ed immediato, anche per i meno esperti, in realtà attualmente la stampante per etichette è molto utilizzata anche per ragioni estetiche e di praticità, in quanto le classificazioni così catalogate, di qualunque ambito si tratti, si presentano in maniera pulita, ordinata, e, a livello espositivo, molto gradevoli e chiare.

Ecco perché sul mercato troviamo una vasta scelta di modelli con funzionalità e prezzi differenti, naturalmente in base alla tipologia, alla tecnologia, ai vari brand più o meno specializzati e alla destinazione d’uso che l’acquirente ne deve fare. Il consiglio, prima di scegliere, è sempre quello di valutare il modello che possa semplicemente soddisfare al meglio le proprie esigenze, valutando caratteristiche e tipo di prestazioni. Infatti, non sempre può essere necessario l’acquisto di una stampante professionale poiché, pur offrendo prestazioni e funzionalità superiori, presenta prezzi più elevati, che potrebbero essere ingiustificati limitandosi a un utilizzo meno frequente se non addirittura domestico.

Vediamo allora qualche suggerimento per una guida oculata all’acquisto, alla ricerca di quelle che possono essere considerate le migliori etichettatrici per ogni esigenza.

Fisse o portatili?

Partendo dall’analisi delle etichettatrici fisse, possiamo dire che, avendo dimensioni e peso più importanti (di solito superiore al chilogrammo) richiedono un luogo stabile e non possono essere trasportate con semplicità. Vengono pertanto consigliate per attività in cui si debbano gestire notevoli volumi di spedizioni, con necessità di stampare grosse quantità in poco tempo.

Le etichette realizzate con questi dispositivi possono arrivare a dimensioni notevoli, larghe 6,2 cm e oltre. Non solo: il risultato può essere anche corredato da immagini, disegni, figure, a completamento del testo. Ne risulta, quindi, una complessità maggiore, tanto che, a differenza delle portatili, funzionano tramite l’installazione di un software, proprio come un vero e proprio computer, con un’alimentazione via cavo o, in alcuni casi, mediante una batteria agli ioni di litio ricaricabile, di solito presente nei modelli di fascia più alta.

migliore etichettatrice

Per quanto riguarda, invece, le portatili (definite anche palmari), hanno sicuramente dimensioni e peso più ridotti, ideali per un trasporto facile ed un uso in mobilità. Le più moderne presentano un display in modalità touchscreen, dotato di una tastiera, molto simile a quella di uno smartphone, per elaborare il testo dell’etichetta da stampare. Consentono qualche personalizzazione, come lo stile e alcuni dettagli dei caratteri (sottolineato, corsivo, ecc.) e, rispetto alle precedenti, realizzano etichette più piccole, con una larghezza massima molto al di sotto delle altre (da 1,2 a 1,9 cm). Lo strumento è adatto a classificazioni più semplici, oppure alla classica prezzatura prodotti e l’alimentazione è ovviamente a pile, meglio se alcaline, da 2 a 6 a seconda della grandezza.

Tipologia di stampa delle etichette

migliore etichettatrice

Analizzando il prodotto finito, possiamo considerare i suoi aspetti principali:

  • Dimensione delle etichette: posto che, come abbiamo detto, per usi domestici o comunque limitati, l’etichettatrice palmare realizza risultati piccoli, al massimo entro i 2 cm, per usi industriali o comunque più ampi, i dispositivi fissi sono in grado di stampare etichette anche più larghe, poiché soddisfano tutte le esigenze commerciali, come, per esempio, per contenitori molto grandi (secchi di vernice, per esempio), così come la particolare etichetta linerless avvolgente, indicata per i fusti di birra. L’altezza, in generale, è più flessibile, poiché dipende dal tipo di carta utilizzata.
  • La risoluzione: può essere misurata in DPI (punti per pollice) o in PPI (pixel per pollice), ed entrambe le valutazioni intendono l’altezza della definizione, ossia la risoluzione migliore. Naturalmente, i modelli di fascia superiore, specie quelli fissi, possono arrivare a risoluzioni eccellenti, come 300 x 600 DPI, mentre una portatile economica non va oltre i 180 x 180 DPI, anche in virtù delle dimensioni dell’etichetta, (una bassa risoluzione si nota senza dubbio meno su una superficie piccola).
  • Velocità di stampa: Fattore importantissimo specie a livello industriale, e per chi ha necessità frequenti molto elevate, la velocità può essere misurata valutando il numero di etichette stampate in un minuto o, con una stima più particolare e, forse, precisa, anche in millimetri al secondo, considerando la variabile dell’altezza di ciò che si stampa. Naturalmente, è la complessità della stampa stessa a condizionare il risultato finale, in quanto entrambi i modelli, fisso o portatile, possono raggiungere velocità di 6 mm al secondo, ma la tipologia ovviamente farà la differenza, trattandosi l’una di una semplice stringa di parole in b/n, e l’altra con diversi dettagli aggiuntivi, compreso figure e colori.
  • Colori o Bianco e Nero: e, come dicevamo, quella del colore è un’altra sostanziale differenza che dipende, soprattutto, dalla tecnologia dell’etichettatrice e dalla carta utilizzata. Di regola, la stampa a trasferimento termico può garantire un ottimo risultato a colori, mentre con la modalità in termica diretta si hanno risultati in bianco e nero. In commercio, esistono però alcuni modelli di quest’ultima tecnologia che riescono a stampare anche in nero e rosso, sfruttando la carta termica.

Software dedicato

Abbiamo visto prima che in buona parte dei modelli fissi (detti anche desktop, proprio come un pc), presentano un software dedicato, in grado di utilizzare files creati anche con programmi molto comuni. Fra i più conosciuti troviamo Excel, CSV, e Access, estensioni note soprattutto in ambito lavorativo, senza dubbio pratici e ormai di uso comune che, però, devono essere impostati in maniera corretta per ottimizzare le misure per la stampa.

Alcuni modelli, poi, consentono anche l’uso di una selezione rapida da un file di testo, che viene inviato direttamente all’etichettatrice: il caso più comune di compatibilità è con un file DOC di Word, oppure con messaggi email da Outlook. Infine, tramite il sw, le stampanti di fascia più alta, ovviamente, raggiungono connessioni più sofisticate e, di conseguenza, supportano anche la stampa di immagini più impegnative, con files GIF, ICO, JPG, PNG e TIFF, fondamentalmente abbastanza diffusi e conosciuti anche questi, e semplici, in caso di necessità, anche da convertire.

Connettività

Da non sottovalutare, prima di scegliere un’etichettatrice, è la possibilità di connetterla con il pc con cui vengono creati i file da cui partire per il prodotto finito. Alcuni modelli portatili (palmari) dispongono di una connettività via cavo, oppure Wireless o Bluetooth, in modo da semplificare e velocizzare la stampa. Molti sono, invece, i modelli fissi che dispongono di una porta per il cavo USB, in modo da poterli collegare a qualunque dispositivo. Tra le fasce di prezzo più alte, troviamo anche ulteriori tecnologie che, oltre ai già citati Wi-Fi e Bluetooth, consentono una connessione ad internet anche tramite una porta Ethernet, utile specie se l’etichettatrice viene usata da più incaricati in diverse postazioni di lavoro.

Quale marchio scegliere?

Come per tutti gli apparecchi elettronici, anche fra le etichettatrici alcuni brand, nel tempo, si sono distinti per innovazione e qualità dei prodotti. Vediamone insieme 3 particolarmente significativi.

  • Etichettatrici Dymo: quasi sinonimi, tanto questo marchio si identifica con il dispositivo portatile forse più conosciuto in assoluto, che, col tempo, ha affinato il suo assortimento e, forte della consolidata esperienza ed affidabilità, realizza stampanti sia palmari che desktop dalla più semplice ed istantanea alla più complessa, ideale per grandi volumi e dimensioni
  • Etichettatrici Epson: un altro brand che non ha bisogno di presentazioni, e che dispone di una gamma completa di stampanti per etichette, dalle semplici portatili alle importanti fisse inkjet a colori per applicazioni speciali, fino alle digitali per piccole tirature in ambito business o commerciale. Garanzia di qualità ed eccellenti prestazioni
  • Etichetattrici Brother: ed infine un altro marchio di qualità, produttore di apparecchi versatili e professionali, ideali per ogni esigenza, dall’uso domestico alla lunghezza continua ad alta velocità, perfette anche per etichette in rosso/nero e a colori. Garantisce risultati di lunga durata e ad alta risoluzione.

 

Tutte le immagini dell’articolo sono di: https://www.targetsas.it/

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Francesco Campus
Blogger appassionato di tecnologia e sostenitore dell'Open Source, sempre alla ricerca del meglio che il web possa offrire.

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