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OnePlus 3: la recensione

OnePlus 3

Anche se non è stato utilizzato per il lancio di OnePlus 3, nella mente di tutti gli utenti lo slogan “flagship killer” è rimasto impresso fin dai tempi del primo OnePlus One. La felice combinazione di caratteristiche tecniche di tutto rispetto con un prezzo molto competitivo rappresenta infatti, il principale argomento di vendita per l’azienda cinese: vediamo se anche questa terza prova potrà fregiarsi dell’appellativo di “ammazza-ammiraglie”.

OnePlus 3: recensione completa

Unboxing e prime impressioni

La prima cosa che salta all’occhio prendendo in mano la scatola è una sensazione generale di “qualità”. Il cartone satinato con il “3” lucido, l’organizzazione complessiva degli elementi, la lettera di Carl Pei sulla filosofia di OnePlus sono tutte cose che uno non si aspetterebbe di trovare in un telefono di questa fascia di prezzo e denotano una notevole cura della “customer experience”.

Il cellulare in sé è molto ben realizzato ed è evidente la cura nella selezione e nell’assemblaggio dei pezzi. Ci troviamo di fronte a un dispositivo da 5.5 pollici con superficie touch in Gorilla Glass e corpo unibody. Il tradizionale dorso simil-arenaria (sandstone) ha infatti lasciato il posto ad una meno originale superficie di alluminio, ma la sensazione generale che trasmette è quella di un prodotto molto più maturo e meglio ingegnerizzato. Tra l’altro il retro del telefono è molto più bello dal vivo che non in foto, dove appariva un po’ come una brutta copia del design degli HTC.

La parte superiore presenta una piacevole smussatura perimetrale del vetro e arriva con una pellicola protettiva già installata, vantaggio non da poco per chi come me non riesce a metterne una senza lasciare almeno una bolla o un granello di polvere sotto la superficie. Passando agli elementi negativi, non si può non citare una certa “scivolosità” del tutto e lo scalino creato dall’obiettivo della macchina fotografica, entrambi tuttavia facilmente superabili tramite l’acquisto di una cover.

Fotocamera

La fotocamera anteriore da 8 megapixel è più che adeguata per ciò che deve fare (video chiamate e selfie). La fotocamera posteriore da 16 megapixel sfrutta un sensore Sony in formato nativo 4:3 abbinato ad una lente grandangolare F 2.0 e ad un flash LED. Sono incluse sia la stabilizzazione ottica che quella elettronica.

A parte le classiche modalità fotografiche e di ripresa video (quest’ultima fino a 4K a 30 fotogrammi al secondo), il telefono offre anche video in time lapse e moviola, registrazione RAW, scatti panoramici e un’interessantissima modalità manuale, che consente di impostare separatamente molti parametri, tra cui il tempo di esposizione (molto comodo arrivare a 30 secondi per gli scatti in notturna).

La modalità manuale sostituisce inoltre il tradizionale puntatore di fuoco ed esposizione con due elementi discreti, consentendo un maggior controllo in fase di scatto. Complessivamente i controlli della fotocamera sono molto ergonomici e la risposta complessiva rapida. Messo a confronto con un iPhone 6, il OnePlus 3 si difende bene: basta osservare come sia in grado di catturare il dettaglio delle piante sullo sfondo. La fotocamera offre buone prestazioni in condizioni di luce ottimali, ma soffre un po’ gli ambienti scuri, generando una discreta quantità di rumore che inficia la qualità complessiva e il dettaglio degli scatti.

Audio

Il telefono non è dotato di auricolari e ciò non è necessariamente un male, tenuto conto della scarsa qualità che caratterizza in genere gli auricolari forniti di serie. Per la prova sono quindi state utilizzate due soluzioni ovvero, degli auricolari economici per cellulari e un paio di cuffie semiaperte da studio (Sony MDR-7506).

OnePlus 3

In entrambi i casi la riproduzione dell’audio è stata ottimale, nei limiti delle rispettive capacità, senza ronzii o distorsioni legati al cattivo isolamento della porta audio. Anche la registrazione è sufficientemente chiara e non sembra essere presente il problema di clipping e distorsione a volumi elevati che affiggeva i primi OnePlus.

Il test ha riguardato anche le capacità dell’altoparlante esterno, che è stato confrontato con quello di due telefoni di prima fascia degli anni passati, ovvero un LG G3 del 2014 e un iPhone 6 del 2015. Sebbene il volume di non  non raggiunga quello di iPhone, la sua resa appare quella più naturale tra tutti e tre i dispositivi.

Carica e batteria

La modalità di ricarica Dash è probabilmente la caratteristica più pubblicizzata durante il lancio di OnePlus 3. In parole povere, si tratta di un caricatore dedicato in grado di fornire al telefono una corrente da 4 ampere, garantendo una ricarica da tempi record (nel test, da 25% a 85% in 30 minuti netti). Un altro vantaggio non indifferente è quello di aver spostato la dissipazione del calore dal telefono al caricatore stesso, facendo sì che OnePlus 3 risulti appena tiepido durante la ricarica.

La modalità Dash funziona unicamente con i caricatori e i cavi USB-C forniti da OnePlus. Qualora si utilizzi il caricatore Dash con un telefono diverso da OnePlus 3 o si ricarichi il dispositivo con un caricatore non-Dash, la velocità di ricarica sarà quella ordinaria.

OnePlus 3

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Per contro la durata della batteria, sebbene in linea con la dimensione dello schermo e l’hardware che è chiamata ad alimentare, è “solo” buona. Durante i test, condotti non tramite applicazioni di benchmark ma seguendo per qualche giorno una routine standard, la durata media è stata di circa 11-12 ore con 3 ore di schermo acceso. Su questa misurazione può aver pesato anche la scarsa qualità della rete GSM nell’area.

In ogni caso le prestazioni sono più che accettabili e la presenza della modalità di ricarica Dash, utilizzabile anche con l’apposito adattatore per automobili, rendono la durata della batteria un “non-problema” quando si tratta di valutare i pro e i contro di questo apparecchio.

Software

OxygenOS non aggiunge molto all’esperienza di Marshmallow “base” e questo rappresenta sicuramente un grosso punto a favore. Il launcher stesso di OnePlus 3 è molto simile a quello di serie Android, con qualche aggiunta però che lo rende decisamente più personalizzabile.

Ai benefici tradizionali dell’ultima versione di Android, OnePlus ha aggiunto diversi elementi interessanti, quali ad esempio la possibilità di personalizzare il colore del led di notifica, una interfaccia di gestione per la doppia SIM, l’adozione dell’ottimo SwiftKey come tastiera di serie e (finalmente!) una buona implementazione di un set di controlli gestuali quando lo schermo è spento.

Inoltre, anche se è difficile dire se sia per via della qualità dell’hardware o del software, il riconoscimento delle impronte è velocissimo e molto preciso, a differenza di quello implementato anche su marchi più blasonati.

Display

La scelta di utilizzare uno schermo in FullHD invece di inseguire la moda dei QuadHD è lodevole. Questo, assieme alla scelta della tecnologia AMOLED, aiuta non poco il risparmio energetico complessivo senza pesare sulla qualità percepita delle immagini (ricordiamo che la batteria è meno capiente di quella dello OP2).

Il confronto allo LG G3 e all’iPhone 6 di cui sopra, lo schermo tende ad essere un po’ meno luminoso, complice anche l’autocalibrazione conservativa, mentre la leggibilità in esterno è sorprendentemente buona per un AMOLED.

Lo schermo è molto uniforme e ben visibile da ogni angolazione. Come prevedibile per una matrice AMOLED, la riproduzione dei neri è la più profonda tra i tre dispositivi. La riproduzione dei colori è un po’ troppo satura e si perdono le sfumature più leggere. OnePlus ha comunque già annunciato che a breve sarà rilasciata un patch relativa alla calibrazione dei colori. Nel complesso lo schermo si comporta molto bene rispetto alla fascia di prezzo, ma manca di caratteristiche in grado di sorprendere.

Cosa ne pensa Andrea MasterGeek

Tra i principali punti di forza del telefono ci sono sicuramente l’elevata qualità costruttive, una intelligente e non invasiva declinazione dell’esperienza Android e caratteristiche tecniche di prima scelta (lo Snapdragon 820, un lettore di impronte velocissimo, ricarica Dash, NFC, etc.).

Le vere domande da porsi nel valutare l’acquisto dello OnePlus 3 sono quindi più legate ad alcune sue caratteristiche, inquadrabili più come specifiche scelte di design che non difetti:
Un telefono da 5.5 pollici va bene per le tue mani e le tue tasche?
Sei disposto a rinunciare alla batteria intercambiabile in favore di un design più compatto?
Con 64 GB di memoria di serie, pensi davvero che la porta SD ti sia utile?
Senti il bisogno di uno schermo QuadHD anche se il tuo occhio fatica a discernere la differenza con un FullHD?

Per chi ha risposto “sì” alle prima due domande e “no” alle second due, ci sono pochi dubbi: OnePlus 3 è decisamente un telefono da considerare con attenzione. Anche se non è perfetto sotto ogni aspetto, allo stesso tempo non ha dei veri punti deboli (caratteristica molto rara nel panorama attuale). Tutte le sue caratteristiche sono almeno “in linea” se nono “meglio” di quello che un utente può attendere da un dispositivo top di gamma nel 2016, e tutto questo a un prezzo che oscilla tra il 50% e il 60% di quello dei diretti concorrenti.

La valutazione finale è quindi di 8 su 10: un dispositivo molto bilanciato ad un prezzo eccellente, merita davvero l’appellativo di “flagship killer“.

Un ringraziamento particolare al nostro amico Andrea, tester ufficiale di OnePlus 3 grazie anche al nostro aiuto, che ci ha fornito questa recensione.

Prezzo

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OnePlus 3
  • 8/10
    Fotocamera - 8/10
  • 8/10
    Audio - 8/10
  • 8/10
    Carica e Batteria - 8/10
  • 9/10
    Software - 9/10
  • 7/10
    Display - 7/10
8/10

Riassunto

Anche se non è stato utilizzato per il lancio di OnePlus 3, nella mente di tutti gli utenti lo slogan “flagship killer” è rimasto impresso fin dai tempi del primo OnePlus One. La felice combinazione di caratteristiche tecniche di tutto rispetto con un prezzo molto competitivo rappresenta infatti, il principale argomento di vendita per l’azienda cinese.