Samsung invita i propri clienti a restituire i Galaxy Note 7

Samsung Galaxy Note 7

La compagnia coreana si trova davvero in una bufera che ha pochi precedenti: dopo che, com’è noto, alcuni dei suoi Galaxy Note 7 si sono incendiati facendo danni e, in alcuni casi, anche qualche ferito, le vendite del suo nuovo top di gamma sono state immediatamente bloccate. Quello che sembrava uno stop precauzionale sta però assumendo i contorni di un serio problema che minaccia di non essere risolto in tempi brevi.

Iniziata la campagna di richiamo dei Galaxy Note 7

Mentre alcuni enti di aviazione civile hanno proibito la presenza di questi smartphone a bordo, nei negozi sono stati perfino rimosse le demo unity promozionali. Nonostante in Italia non si sia mai arrivati al giorno del lancio, nel mondo sono stati venduti più di due milioni e mezzo di esemplari, che ora dovranno essere restituiti per essere sostituiti con modelli privi del “difetto esplosivo”.

Bomba

Alcuni device sono esplosi incendiandosi causando danni e feriti

Con un comunicato, Samsung ha infatti dato il via alla campagna di richiamo dei dispositivi difettati invitando i propri utenti a “spegnere i propri dispositivi e restituirli il prima possibile”. Così il capo della divisione mobile Koh Dong-jin che aggiunge “Stiamo spedendo i nuovi dispositivi, in modo da adempiere alla campagna di richiamo nella maniera più veloce e conveniente possibile”. Pare infatti che siano in arrivo Galaxy Note 7 con una batteria non difettosa, che potranno essere riconosciuti tramite una “S” blu su sfondo bianco presente sulla confezione dello smartphone.

Galaxy Note 7

La “S” sulla confezione distinguerà gli smartphone senza difetti

Infine è stata smentita l’ipotesi del kill-switch: nei giorni scorsi su Reddit si era fatta strada la possibilità che Samsung potesse disattivare da remoto gli smartphone a rischio. Gli utenti, trovandosi tra le mani un device non utilizzabile, sarebbero stati costretti a rivolgersi all’assistenza tecnica che li avrebbe informati della campagna di richiamo. Tuttavia, in un secondo comunicato, l’azienda coreana ha smentito questa eventualità.

Di certo, comunque andrà a finire, questo è stato un brutto colpo per Samsung, che si ritroverà a pagare caro sia in termini economici che di immagine, un difetto che probabilmente poteva essere scovato già in fase di progettazione e collaudo.

 

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