Xiaomi Mi4c: la nostra recensione

Xiaomi Mi4c
Scritto da Francesco

Xiaomi Mi4c eredita il prestigio dell’ex top di gamma Xiaomi Mi4 e il design del più recente Mi4i. E’ uno smartphone che nelle sue prime settimane di vita ha fatto molto parlare di sè per via del software poco ottimizzato, ma ora la situazione è cambiata. Andiamo a vedere insieme i pregi e i difetti di questo dispositivo e perchè, nonostante l’uscita di nuovi device, continui a essere un best-buy.

Xiaomi Mi4c

Scheda tecnica

  • Dual (micro) SIM – Dual LTE – Dual stand-by
  • Processore a 64-bit, Qualcomm Snapdragon 808 – Hexa-Core, 4 ARM Cortex-A53 a 1.44 GHz + 2 ARM Cortex-A57 a 1.82 GHz
  • GPU Adreno 418 a 600 MHz
  • Display IPS LCD da 5 pollici con risoluzione Full HD (1080×1920 pixels) e 441 ppi
  • 3 GB di RAM LPDDR3 (2,8 effettivi)
  • 32 GB di storage eMMC 5.0 (25 effettivi)
  • Batteria non removibile da 3080 mAh, compatibile con Qualcomm Quick Charge 2.0
  • Sensori: accelerometro, giroscopio, bussola digitale, prossimità, hall (per cover magnetica), IR
  • Misure: 138 cm x 69,6 cm x 7,8 mm
  • Peso: 132 grammi
  • Software: Android 5.1.1 Lollipop e MIUI v7

Confezione

La confezione color arancio contiene, oltre alla manualistica (che nasconde la graffetta per rimuovere il vano SIM), il cavo USB con adattatore Type-C, il caricatore da parete certificato Qualcomm (abilitato alla ricarica rapida) e l’adattatore europeo per la presa. Mancano gli auricolari, come da tradizione Xiaomi.

Design e materiali

Xiaomi Mi4c non vanta materiali pregiati, il retro è interamente in policarbonato, leggermente scivoloso, ma nonostante ciò non avremo mai la sensazione di possedere un dispositivo scadente poichè la qualità costruttiva è davvero delle migliori.

Sul lato destro del device troviamo il bilanciere del volume e il tasto accensione/sblocco/spegnimento, sul lato sinistro invece troviamo il vano estraibile per le SIM in formato micro. Nella parte bassa è presente l’entrata USB reversibile Type-C, con a fianco il microfono principale, in alto è presente l’entrata a 3,5 mm per il jack delle cuffie e il blaster IR per il controllo di numerosi dispositivi. Sul retro troviamo la fotocamera, alla sua sinistra il flash LED dual-tone e a destra il secondo microfono per la riduzione dei rumori in chiamata, lo speaker è posizionato in basso.

La parte frontale non è particolarmente innovativa, in alto lo speaker con a fianco la fotocamera interna e il led di notifica RGB. Il display da 5 pollici è sfruttato al massimo grazie ai tasti soft-touch (retroilluminati), posizionati nella parte bassa della scocca, piuttosto comodi rispetto ai tasti software che andrebbero a occupare una porzione di schermo. Lo Xiaomi Mi4c è disponibile nelle colorazioni Giallo, Bianco, Rosa, Celeste e Grigio.

Hardware e prestazioni

Xiaomi Mi4c è animato da un SoC Snapdragon 808 e una GPU Adreno 418 (stesso hardware di LG G4). La versione che abbiamo in prova è quella denominata “prime” con ben 3 GB di RAM e 32 GB di storage, ma ne esiste una “standard” più economica con 1 GB di RAM in meno e “solo” 16 GB di storage, che vista la mancanza di uno slot per MicroSD rischiano di essere pochi. Durante l’utilizzo quotidiano il device si comporta decisamente bene, il multitasking è ottimo sopratutto grazie ai 3 GB di RAM. Attenzione a “bloccare” le app recenti più importanti o di messaggistica, altrimenti rischiamo di perdere un paio di notifiche. Se messo sotto pressione il Mi4c ne risente, in particolare con del gaming pesante e continuo notiamo dei lag e un surriscaldamento non indifferente.

Audio e Ricezione

Xiaomi Mi4c vanta un comparto audio decisamente buono, il volume risulta molto alto e i suoni limpidi seppur non sia presente alcuna ottimizzazione particolare. Lo speaker posto sul retro è decisamente una limitazione, infatti se poggiamo lo smartphone su una qualsiasi superficie l’audio ne risentirà e avremo un effetto “ovattato“, a ben poco serve il piccolo rialzo posto esattamente sotto l’altoparlante.

La ricezione è ottima, tramite il menù è possibile effettuare uno switch “a caldo” del 4G (l’altra SIM rimarrà in 2G). L’audio in chiamata è eccellente, sopratutto grazie al doppio microfono per la riduzione dei rumori e alla tecnologia VoLTE. Utile anche se ai limiti della legalità è la possibilità di registrare la chiamata in qualsiasi momento. Da segnalare la mancanza della compatibilità con la banda a 800 MHz, utilizzata per lo più dall’operatore Wind per il 4G, la mancanza si sente ma diamo la sua parte di colpa anche all’operatore arancione che potrebbe ampliare la copertura del segnale.

Comparto fotografico

Xiaomi Mi4c è dotato di un comparto fotografico decisamente buono e superiore per certi versi a molti altri dispositivi nella stessa fascia di prezzo. La fotocamera principale è un obiettivo Sony IMX258 da 13MP a 5 lenti con apertura focale f/2.0autofocus PDAF, permette l’acquisizione di foto fino a 4160×3120 pixel e video sia in Full HD a 30fps che in slow motion a 120 fps, il flash è un dual-LED. Tra le funzioni aggiuntive troviamo il geo-tagging, il face detection, la modalità panorama, HDR e addirittura una modalità manuale, decisamente rara da trovare in dispositivi su questa fascia di prezzo. La camera frontale è un obiettivo Sony da 5 MP dotata di grandangolo di 85° che consente di migliorare notevolmente la qualità dei selfie riuscendo a catturare un’area più ampia.

Alla luce del giorno la camera principale si dimostra ottima, autofocus quasi istantaneo e colori decisamente brillanti. Perde un po’ di tono, ovviamente, in condizioni di scarsa luminosità, ma per il prezzo a cui è proposto questo device non ci si può lamentare. Buona, ma migliorabile la modalità manuale, utili i filtri preimpostati e ottima invece la modalità di scatto vocale che non sbaglia un colpo.

Software

Xiaomi Mi4c è rimasto ad Android 5.1.1 Lollipop, ma quando si parla di dispositivi Xiaomi la versione di Android passa in secondo piano poichè è completamente “coperta” dall’interfaccia proprietaria: la MIUI, che al momento è arrivata alla versione 7 e tra circa un mese sarà soppiantata dalla MIUI 8.

Spendiamo due parole in favore della MIUI, su cui ci sarebbe davvero molto da dire, ma ci limitiamo a constatare il fatto che sia un’interfaccia completa, gradevole, semplice e immediata, personalizzabile sotto ogni aspetto e in grado di soddisfare anche le esigenze degli utenti più geek. Nello Xiaomi Mi4c troviamo implementate due funzioni “inedite”, il double tap to wake (doppio tocco per accendere lo schermo) e l’edge tap (tocco laterale), tanto utile la prima quanto superflua la seconda, che permette di emulare il tasto “back” con un doppio tocco sulla scocca laterale e funge inoltre da pulsante “scatta” nell’applicazione fotocamera di sistema.

Inizialmente, con le prime versioni della MIUI, il Mi4c aveva dei problemi software, soffriva di battery drain e bug vari che col tempo sono stati completamente sistemati, insomma dopo un periodo di rodaggio durato un paio di mesi questo dispositivo inizia a dare delle vere soddisfazioni. Il mio consiglio è quello di installare una ROM europea il prima possibile per evitare di dover litigare con le varie app preinstallate dedicate esclusivamente al mercato cinese. Personalmente ho riscontrato una maggiore stabilità nelle release settimanali piuttosto che in quelle mensili, infatti questa recensione si basa proprio sull’ultima weekly 6.5.12 di xiaomi.eu.

La MIUI la si ama o la si sopporta. Personalmente la amo ma se voi non foste dello stesso parere, sappiate che Xiaomi Mi4c vanta una serie custom ROM, alcune di queste basate su Android 6.0.1 Marshmallow come la CyanogenMod 3.1.

Autonomia

Xiaomi Mi4c gode di un’ottima autonomia grazie alla batteria (non removibile) da 3080 mAh, con il mio utilizzo stress e due SIM attive sono riuscito ad arrivare all’ora di cena con 4 ore di schermo e un buon 20% di carica residua. Fortunatamente il dispositivo è compatibile con la tecnologia Quick Charge 2.0 che gli permette una carica completa in meno di un’ora e mezza, quindi sarà difficile rimanere “a secco”.

Cosa ne pensa MasterGeek

I dispositivi Xiaomi sono per utenti consapevoli, non per il fatto che siano difficili da usare, ma per il semplice fatto che sono telefoni di importazione cinese ed è frequente che arrivino con un firmware non ufficiale che dovremo cambiare manualmente con l’aiuto di un PC. Xiaomi Mi4c non fa per voi se non siete disposti a “perdere” del tempo per settare il dispositivo e aggiornarlo frequentemente. Aggiungiamo poi il fatto che con la nuova politica di Xiaomi è necessario richiedere lo sblocco del bootloader per installare una ROM multilingua e molti utenti saranno scoraggiati all’acquisto di questi terminali.

Se acquisterete un Mi4c noterete subito il salto di qualità del software e la presenza di funzioni avanzate ormai scomparse in altri brand, cito per esempio la possibilità di settare la sveglia e spegnere il dispositivo che si accenderà autonomamente quando necessario o anche il sistema dei permessi per ogni singola app che solamente quest’anno viene introdotto con Android Marshmallow, mentre è ormai da anni che Xiaomi dota i suoi dispositivi di questa funzionalità.

Prezzo

Last updated on 18/05/2018 23:49